sanitaL’Azienda Ospedaliera “Carlo Poma” di Mantova ha recentemente deciso di “affittare” parte del personale da un’agenzia di somministrazione (Obiettivo lavoro). Il sospetto che la scelta preludesse ad un più ampio ricorso a questa tipologia di lavoro trova ora conferma. Nei giorni scorsi infatti alcuni dei precari, assunti con contratti a termine direttamente dall’Azienda ospedaliera, sono stati informati ufficiosamente che il loro contratto non sarebbe più stato prorogato “offrendo” loro, come unica possibilità di continuare a lavorare al “Poma”, di sottoscrive la disponibilità ad essere “affittati” tramite l’agenzia di somministrazione!
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L’Azienda Ospedaliera “Carlo Poma” di Mantova ha recentemente deciso di “affittare” parte del personale da un’agenzia di somministrazione (Obiettivo lavoro). Il sospetto che la scelta preludesse ad un più ampio ricorso a questa tipologia di lavoro trova ora conferma. Nei giorni scorsi infatti alcuni dei precari, assunti con contratti a termine direttamente dall’Azienda ospedaliera, sono stati informati ufficiosamente che il loro contratto non sarebbe più stato prorogato “offrendo” loro, come unica possibilità di continuare a lavorare al “Poma”, di sottoscrive la disponibilità ad essere “affittati” tramite l’agenzia di somministrazione!

La questione è di quelle scottanti per varie ragioni:

– Le agenzie interinali (ora ridenominate di somministrazione) non lavorano certo gratis e la loro intermediazione costa anche perché il loro compito sarebbe, tra l’altro, quello di selezionare il personale a seconda delle richieste delle varie aziende. Si dà il caso che qui il personale non abbia bisogno di essere ricercato. Il personale sta già lavorando, in alcuni casi da uno o più anni, presso i vari presidi ospedalieri che fanno capo al Poma e nulla impedisce che venga semplicemente prorogato!
Un interrogativo viene spontaneo: che interesse ha l’Azienda ospedaliera pubblica a pagare di più dei privati perché gli prestino del personale che è già da tempo alle sue dipendenze? Il Ministro Brunetta, se informato del caso, non potrebbe che saltare sulla sedia e inveire, questa volta a ragione, contro gli sprechi della pubblica amministrazione!

– Lo scorso aprile l’azienda aveva indetto una selezione per la formazione di una graduatoria a cui attingere per le assunzioni a tempo determinato. Ad oggi la graduatoria non è ancora stata resa pubblica. Che cosa aspetta a farlo? Non è che pensa di buttare a mare una procedura avviata e costata tempo e denaro all’azienda oltre che ai lavoratori che hanno fatto domanda? Non è che ora intende pagare altri per selezionare gli assunti secondo logiche privatistiche, quindi discrezionali, senza la trasparenza e l’imparzialità che la pubblica amministrazione deve invece rispettare?

– Le organizzazioni sindacali tradizionali presenti al Poma non solo non hanno scritto una riga contro questa ventilata intenzione, hanno fatto di peggio! Si sono fatte interpreti presso i lavoratori stessi di logiche aziendali che non hanno alcun fondamento tra cui l’impossibilità della proroga. Dopo aver per anni consentito il dilagare del lavoro precario, averlo inserito nei contratti da loro sottoscritti a livello nazionale e locale, ora non fanno nemmeno rispettare all’azienda quel minimo di tutele che ancora restano. Nemmeno rivendicano il rispetto di un accordo da loro stessi sottoscritto nei mesi scorsi che impegnava l’azienda alla proroga. Una ulteriore conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, del solco che ormai li separa dai lavoratori chi si arrogano comunque il diritto di rappresentare per diritto “acquisito”, senza mai consultarli!

Obiettivo lavoro è una società cooperativa che inizia ad operare alla fine del 1997, l’anno di approvazione del ‘pacchetto Treu’ che introduce in Italia, con il consenso di CGIL-CISL-UIL, il lavoro interinale (in affitto). Soci fondatori sono in primis le tre grandi filiere della cosiddetta ‘economia sociale’: Legacoop, Compagnia delle Opere, Confcooperative e poi ancora Cisl, Uil e numerosi altri soggetti. Insomma un affare in cui hanno le mani in pasta anche alcuni sindacati! Perché stupirsi quindi se poi i dirigenti di questi stessi sindacati non trovano nulla di male se il Poma paga l’agenzia interinale “amica” per selezionare personale che già lavora da anni per l’azienda?!

Meditate gente… .
< Ma soprattutto cominciate a pensare che se non volete che la situazione peggiori per tutti, precari ma anche stabili, forse val la pena di smettere di affidare la contrattazione delle proprie condizioni di lavoro a quelle strutture burocratizzate, senza più alcuna passione e coinvolgimento reale, in cui si sono trasformati da anni i sindacati tradizionali (CGIL-CISL e UIL). E' giunto il momento di tornare ad essere i protagonisti delle scelte che ci riguardano. Serve un sindacato dei lavoratori e per i lavoratori!

Per contatti: 349.4565968
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