Martedì 18.11.08 il Parlamento ha approvato il rifinanziamento delle missioni militari all’estero per un totale di 1,8 miliardi di euro.
La Finanziaria in discussione conferma un bilancio militare di oltre 23 miliardi di Euro – e entro il 2011 verranno spesi 40 miliardi di Euro per comperare aerei, fregate, carri armati per andare a massacrare altri popoli in nome della democrazia. Pochissime le voci dissonanti (15 astenuti di entrambi gli schieramenti e 1 voto contrario per motivi di coscienza da parte di un leghista).

Guarda caso è lo stesso Governo che taglia i finanziamenti alle scuole e università pubbliche. E colmo della beffa, il 20 novembre scorso è stato convertito in legge il decreto “Disposizioni urgenti per assicurare la partecipazione italiana alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia”: nell’articolo 3 (copertura finanziaria), si legge che 2.457.000 euro vengono tolti alla scuola, 985.000 euro all’università e alla ricerca, 1.618.000 euro alla cultura.
E intanto poche settimane fa e’ stato deciso di stanziare 30 miliardi di euro per salvare le banche!

In questi anni abbiamo spesso ripetuto che i soldi per i servizi sociali, la formazione, la previdenza, si potevano trovare e che il primo posto dove prenderli era il bilancio della “difesa”, perché le Forze armate italiane sono solamente un’appendice della Nato e delle sue politiche aggressive, mascherate dietro la facciata degli “interventi umanitari”. Sono quelle politiche di guerra che ci hanno portato in Iraq e in Afghanistan – dove da poco sono stati mandati i caccia tornado a sostenere lo sforzo bellico dell’Alleanza Atlantica. Oggi è ancora più chiaro: tagliare le spese militari per aumentare le spese sociali.

di Sinistra Critica Mantova