BASTA MASSACRI, BASTA CON L’ASSEDIO, BASTA OCCUPAZIONE
Quello che sta avvenendo a Gaza non è più nemmeno una guerra: è solamente un massacro. L’artiglieria israeliana continua da terra l’opera di distruzione cominciata con i bombardamenti aerei.
Se l’obiettivo politico-militare è quello di dare un colpo definitivo alla resistenza palestinese cancellando ogni possibile dirigenza politica nella Striscia di Gaza per molti anni, gli obiettivi diretti sono molti: case, scuole, ospedali, moschee, mercati.

Ancora una volta le lacrime di coccodrillo dei vari liberal, in Israele e in Occidente, piangono gli “effetti collaterali” di una guerra “necessaria perché difensiva”. E chiedono a Israele “moderazione”, esprimendo comprensione perché subisce continui attacchi missilistici. E sanno di mentire. Non ci piacciono i missili, per quanto rudimentali, sui cittadini israeliani. Ma sappiamo che sono solo l’ultimo pretesto di un’occupazione che ha come obiettivo impedire la nascita di una Palestina indipendente e sovrana.
I nostri liberal dimenticano, perché complici, che Israele ha violato per primo la tregua il 4 novembre scorso; che Israele da due anni ha posto la Striscia di Gaza sotto un assedio criminale; che Israele ha come obiettivo politico quello dell’eliminazione di ogni organizzazione palestinese indipendente fin dal 1948; che Israele continua l’occupazione dei territori palestinesi e aumenta la costruzione delle sue colonie illegali!
E dimenticano che Israele può farlo perché Stati Uniti e paesi europei – Italia in prima linea – permettono che lo faccia; perché collaborano alla buona riuscita dell’assedio di Gaza e dell’occupazione (finanziando il Muro e i Check Point); perché aiutano Israele con le loro armi e gli accordi militari.
In questi giorni molte sono state le manifestazioni contro la guerra, dalla Palestina al mondo arabo, da Tel Aviv alle città italiane. In queste ultime migliaia sono stati i giovani arabi, islamici e non, a partecipare, a dimostrare la loro rabbia per una guerra che ancora una volta colpisce i loro fratelli e sorelle, come in Iraq o in Libano prima. E questa rabbia è diventata nei racconti giornalistici “fondamentalismo” per la determinazione e per le preghiere che spesso hanno accompagnato le manifestazioni; è diventato “antisemitismo” per le bandiere con la Stella di Davide bruciate. Purtroppo quel simbolo è lo stesso che vedono sui carri armati e gli aerei che uccidono in Palestina: questo dovrebbe essere lo scandalo.

Fermiamo il massacro di Gaza!

Sabato 10 gennaio
presidio in piazza Mantegna, Mantova dalle 17

– Per protestare contro il massacro del popolo Palestinese ad opera dell’esercito Israeliano
– Per la cessazione immediata dell’attacco militare sulla striscia di Gaza
– Per la fine dell’embargo contro la popolazione palestinese di Gaza
– Per la fine dell’occupazione israeliana della Palestina

Mantovantagonista, collettivo studentesco ‘aca toro, collettivo femminista colpo di streghe, Sinistra Critica Mantova

di ema