A Roma, in Via Rasella, venne eseguito da parte dei valorosi partigiani appartenenti ai G.A.P. (Gruppi d’Azione Patriottica), un attacco ai danni dei soldati tedeschi, componenti delle S.S. Tra questi 32 vennero uccisi e 110 rimasero feriti dalla bomba partigiana. Un evento memorabile. Fu il giorno successivo dell’attentato, nel 24 Marzo del 1944, che come ritorsione i tedeschi si vendicarono brutalmente, uccidendo 10 italiani per ogni tedesco caduto, senza scrupoli.

Vennero trucidati 335 civili, tra cui 75 ebrei, uccisi solo per la propria identità religiosa, ritenuta estranea alla razza imposta dagli invasori nazisti, nonché quella ariana. Riteniamo l’azione partigiana di via Rasella una delle più eclatanti ed onorevoli, dalla quale sono scaturite diverse riflessioni e diverse teorie. In quanto fedeli ai nostri valori, riteniamo indispensabile e coraggioso il gesto compiuto, pezzo importante della resistenza e frutto dell’auspicabile disperazione popolare. Affermiamo senza esitazioni che la resistenza debba essere elogiata da chiunque sia rispettoso nei confronti della costituzione, ma soprattutto nei confronti delle numerose vittime uccise durante la dittatura nazifascista. Lottare per cacciare l’invasore spietato e crudele, lottare per partecipare ad un opera di risveglio della coscienza popolare, per far riemergere i valori della libertà e della democrazia è stato necessario, e noi lodiamo ed esaltiamo a gran voce i protagonisti della lotta antifascista. Oggi, 24 marzo 2009, a distanza di 65 anni, commemoriamo l’atroce eccidio delle Fosse Ardeatine, cave situate a Roma Sud, in cui vennero gettati i 335 innocenti, tra questi, alcuni vennero precedentemente raccolti dalle prigioni politiche di Via Tasso e di Regina Coeli e altri rastrellati dal Ghetto. I nazifascisti tentarono di farci rimanere all’oscuro di questa vicenda. Fecero saltare in aria il luogo e murarono la cava, cosicché i pochi coraggiosi che si spinsero fin lì, zona deserta durante il ventennio, per vedere cosa fosse successo, non trovarono altro che un muro invalicabile. Solo dopo l’imminente liberazione fu possibile abbattere il muro e scoprire la verità terribile che si celava dietro il lugubre, inesorabile e sintetico comunicato tedesco del 24 marzo 1944: “L’ ordine è già stato eseguito”.
Sfortunatamente l’antifascismo è tornato un tema all’ordine del giorno, ed un valore ancora da eseguire e da manifestare. I neofascisti stanno dilagando, portano con loro le loro politiche razziste e violente, ignari di mantenere una coscienza sporca di sangue, non permetteremo loro di inneggiare ad un regime che ha sparso solo lutti e miseria. Rendiamo noto che la resistenza continua, oggi come ieri, per sempre antifascisti!
CHI DIMENTICA è COMPLICE.

di Aut.Pop