In un periodo in cui la crisi economica colpisce duro ogni giorno migliaia di lavoratori e lavoratrici e la paura di non arrivare alla fine del mese o di non uscire mai dal baratro degli indebitamenti si fanno sempre più seri, il comune di Mantova vara un piano sicurezza da 400mila euro.

Il centrosinistra, in mancanza di serie risposte politiche alla crisi, preferisce cavalcare il clima di paura e diffidenza che sistematicamente viene trasmesso dalle reti televisive e pubblicato sui quotidiani, additando i migranti come nemico sociale da cui occorre tutelarsi. Queste montature mediatiche che scientificamente vengono diffuse con accanimento da format, giornali e telegiornali,hanno progressivamente occupato una centralità assoluta nelle strategie elettorali di Pdl e del Pd, che hanno rincorso la criminalizzazione dei fenomeni migratori a suon di campagne e decreti legge.
La Lega Nord invece, storicamente alimenta la diffidenza e la paura verso le nuove etnìe che lavorano in questo paese. Come già successo nel passato grazie tale strategia ha conseguito evidenti successi elettorali, costruendo un’idea di controllo dei territori basata sull’efficenza di progressive restrizioni della libertà a migranti prima e cittadini italiani poi. Si incomincia con un razzismo istituzionale introducendo discriminazioni su lavoratori migranti e si approda a paradossali poteri conferiti a sindaci-sceriffo che stanno oggi attuando decreti che impongono divieti a tutti i cittadini,senza distinzione tra migranti e nativi.
Anche a Mantova il Pd ha deciso di investire sul tema sicurezza, rincorrendo la Lega Nord sul proprio terreno, stanziando 400 mila euro, deliberati dalla giunta Brioni in 300mila euro di spese per l’installazione di nuove telecamere e 100mila euro di spesa per l’ampliamento dell’organico della polizia locale.
Un bell’insulto e uno schiaffo in faccia a chi la crisi la sta pagando con il licenziamento, la cassa integrazione o i pochi sussidi di disoccupazione.
Tra l’altro si tratterebbe di fondi spesi in modo completamente inutile dato che, giusto per citare un esempio, il 90% delle violenze subite dalle donne e degli abusi sessuali avvengono all’interno delle mura domestiche o per mano di amici e parenti. Installare telecamere dappertutto avrebbe più il sapore più un’amara barzelletta che di un’operazione demagogica.
Chiediamo che questi soldi vengano veramente destinati a combattere il disagio sociale, cioè ad agevolare le condizioni di vita delle fasce povere della popolazione; abbandonare quindi l’idea di una società del controllo con l’ossessione di tappare con una telecamera qualsiasi angolo non videosorvegliato,che oltre ad essere pericolose per la democrazia e la libertà di tutti sono statisticamente inutili. La giunta e il sindaco dovrebbero veramente intervenire contro la crisi destinando quei 400mila euro in ammortizzatori sociali per licenziati e cassintegrati e per quelli che con stipendi e pensioni da fame non ce la fanno più, magari facendosi carico di parte delle bollette di luce, acqua e gas (senza distinzione di razza come propone la Lega a Milano) ristabilendo che l’unica vera sicurezza è quella di arrivare a fine mese; in quartieri popolari come Valletta e Lunetta, ormai dormitori a cielo aperto, con attività culturali e sociali; in finanziamenti ai servizi pubblici in modo che siano garantiti a tutti; nell’ edilizia popolare e etica che metta fine alle speculazioni e garantisca a tutti una casa.
E’ un appello che rivolgiamo alla giunta , ma anche una proposta per una battaglia comune a tutte le altre forze della sinistra che ancora oggi si interrogano sui motivi dello sfondamento elettorale di Berlusconi.

Sinistra Critica Mantova

di Sinistra Critica Mantova