Il movimento studentesco del’68 ha portato alla conquista di diritti, tra cui quello di riunirsi in assemblee autorganizzate e autogestite dagli stessi studenti.
Nel mantovano ci sentiamo di rivendicare il problema riguardo agli spazi assembleari che costituiscono un nostro diritto per legge ma che di fatto non esistono per mancata disponibilità di infrastrutture. La quasi totalità delle scuole a Mantova non possiede sufficienti requisiti di sicurezza per poter accogliere tutti gli studenti in uno stesso spazio.
Il Comune e la Provincia hanno più interesse a cementificare aree verdi come la zona del Paiolo e spazi di socialità come il vecchio palazzetto dello sport, per costruire inutili centri commerciali e quartieri residenziali che rimaranno inutilizzati. Tutto questo viene fatto per gonfiare le tasche di privati e imprenditori edili. Da parecchi anni quindi, ci si trova ad affittare cinema privati o teatri con spese che
ricadono sulle singole famiglie arricchendo sempre di più pochi prediletti. La volontà del Comune di non fornire uno spazio a noi studenti è un chiaro tentativo di reprimere la già debole democrazia nelle scuole. Tutto ciò è in linea con i provvedimenti presi dal Ministro della Pubblica (di)Istruzione:
– la riduzione dei rappresentanti degli studenti
– la soppressione dei consigli di classe
– la deregolamentazione del diritto di assemblea

Questa riforma mira ad annullare la dimensione collettiva degli studenti inquadrandoli come utenti passivi. Fare assemblea non significa guardare un film al cinema, significa aprire un momento di discussione libero e gratutito rendendo la scuola uno
spazio sociale di aggregazione e di produzione culturale.
Occorre una mobilitazione che rivendichi uno dei diritti fondamentali dello studente, occorre uno spazio dove poter aprire una discussione che riguardi lo studente in prima persona. Per questo chiediamo al Comune l’acesso immmediato ad un luogo dove ogni scuola possa trovarsi a fare assemblee senza spese e senza affitti.

Collettivo studentesco Aca’ Toro