Il 13 Gennaio la settima commisione della camera dei deputati votava la riforma degli istituti superiori.

Questa riforma è uno dei primi effetti della legge 133/2008 voluta dal ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini che con la sua finanziaria andava a ridurre di oltre otto miliardi i fondi destinati alla scuola pubblica.
Come si può ben immaginare la riforma votata ha come unico effetto quello di andare a tagliare sui fondi e sull’offerta formativa provocando il licenziamento di 40000 insegnanti precari e oltre 15000 Ata, riducendo il monte di ore che passerà da 36 a 32 e quindi un annullamento degli spazi di progettualità all’interno degli istituti.
Il collettivo studentesco Aca Toro e il cordinamento degli insegnanti precari di Mantova lo stesso giorno sono scesi in piazza a manifestare contro questa riforma scellerata, in difesa del diritto di studio, contro il tetto del 30% degli alunni stranieri voluto dalla Gelmini e per una scuola pubblica.
Una trentina di biclette  hanno sfilato per le principali vie del centro riuscendo a bloccare il traffico della città.
La manifestazione poi si è conclusa nel presidio di piazza Erbe, dove è continuata la raccolta firme in difesa della scuola pubblica promossa dal coordinamento docenti precari di Mantova.

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