Brescia, cariche ai migranti. Che salgono sulla gru

bresciagruCariche della polizia e carabinieri contro il corteo dei migranti e degli antirazzisti a Brescia per impedire alla manifestazione indetta sabato 30, per il rinnovo del permesso di soggiorno, di raggiungere il luogo dove 9 migranti sono saliti sulla gru del cantiere della metropolitana. La giunta comunale e la questura avevano vietato la manifestazione utilizzando come pretesto una adunata degli alpini che si svolgeva in un’altra zona del centro storico.
E comunque, oltre un migliaio di persone, nonostante una pesantissima militarizzazione dell’intera zona, si sono concentrate vicino a p.zza della Loggia e si sono dirette verso il cantiere dove i migranti erano saliti sulla gru. Un consistente schieramento di carabinieri e polizia ha bloccato la strada: qui sono avvenuti gli scontri, una decina di antirazzisti e migranti sono rimasti contus, un attivista di Sinistra Critica e collaboratore di Radio onda d’urto, è Sauro, è stato arrestato; un migrante del coordinamento immigrati CGIL ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. A Sauro è stato confermato l’arresto ma è stato rilasciato dopo forti pressioni dei manifestanti: sarà processato per direttissima martedì mattina. I 9 migranti sulla gru, rappresentanti delle comunità egiziana, senegalese, indiana, pachistana e marocchina, hanno dichiarato che non scenderanno se non sarà aperta una trattativa a livello nazionale per la regolarizzazione di tutti coloro che hanno fatto domanda di sanatoria colf e badanti e se non sarà consentito il ripristino del presidio permanente; durante le cariche, infatti, il vicesindaco leghista Rolfi ha inviato le ruspe a distruggere proditoriamente il presidio permanente di via Lupi di Toscana davanti all’ufficio della Prefettura; la baracca, i letti, gli effetti personali dei presidianti sono stati completamente distrutti. Da Brescia viene lanciato un appello a livello nazionale per cominciare o rilanciare immediatamente la mobilitazione per sanatoria.
Immediata anche la presa di posizione di Sinistra Critica, l’organizzazione che si è mossa insieme ai migranti, agli attivisti di Radio Onda d’Urto e della sinistra sociale bresciana perché la manifestazione potesse svolgersi.
«I migranti non devono protestare, rivendicare diritti. Se lo fanno vengono perseguiti, caricati da Polizia e Carabinieri» dice un comunicato dell’organizzazione. «Una manifestazione vietata dalla Giunta comunale e dalla Questura con il pieno appoggio della Prefettura, la stessa che non è intervenuta contro i simboli leghisti sulla scuola di Adro, con una motivazione talmente pretestuosa da risultare liberticida, la concomitanza con un’iniziativa degli alpini che si svolgeva da un’altra parte della città».

«Le violente cariche avvenute a Brescia, che hanno portato all’arresto di un compagno di Sinistra Critica – rilasciato dopo poco per la pressione dei manifestanti – e al ferimento di molti partecipanti, non possono essere considerate una questione locale. Giunta comunale, Questura e Prefettura sono in sintonia nella repressione di ogni diritto e protagonismo dei migranti. Dopo 31 giorni il presidio permanente dei migranti di Brescia è stato distrutto, i migranti sono stati picchiati, gli antirazzisti arrestati».

«Non hanno fatto i conti, continua Sinistra Critica – con la determinazione dei migranti che hanno invaso un cantiere della metropolitana di Brescia e sono saliti su una gru – con l’intenzione di rimanerci – calando uno striscione per la sanatoria di tutti i migranti che hanno presentato domanda. Il vergognoso “reato di clandestinità”, che impedisce di accedere al permesso di soggiorno, altro non è che la gestione feroce di un mercato del lavoro precario. Con la crisi economica ogni alibi è caduto, ogni ipocrisia e svanita: i migranti sono diventati per le istituzioni un problema di ordine pubblico. Lavoratori e lavoratrici da reprimere se non accettano la precarietà infinita delle condizioni di lavoro e l’esclusione dai diritti di cittadinanza».

da www.ilmegafonoquotidiano.it