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UFFICIALE: DDL GELMINI SLITTA A MARTEDI

Nuova giornata calda sul fronte della protesta degli studenti contro il governo e i tagli previsti dalla riforma Gelmini. L’esame della riforma dell’Università riprende oggi in Aula alla Camera: a Roma universitari e liceali hanno annunciato un sit-in non autorizzato in piazza Montecitorio. Intanto una delegazione di studenti e studentesse è in sit in a Piazzale Clodio, davanti al tribunale, per portare solidarietà ai due studenti arrestati ieri e processati per direttissima ed attendere il loro rilascio.

UFFICIALE DISCUSSIONE DDL SLITTA A MATEDI. LA GELMINI SBAGLIA A VOTARE!

Roma presenti sotto montecitorio anche studenti di Perugia. Uno striscione bianco e un punto interrogativo, di colore rosso. È la protesta dei ricercatori dell’Università di Perugia, che in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati stanno protestando contro la riforma dell’università

ROMA ore 12:10 AL CENTRO DI ROMA SI SONO UNITI AL CORTEO ANCHE GLI STUDENTI DEL LICEO VIRGILIO. ORA IN MIGLIAIA SONO SOTTO MONTECITORIO. LA VOTAZIONE DELLA RIFORMA SLITTA A MARTEDI
TORINO 11.55 Un corteo di alcune centinaia di studenti delle facoltà umanistiche e scientifiche è partito poco fa da Palazzo Nuovo diretto in piazza Castello dove ha sede il palazzo della Giunta regionale. Insieme agli studenti universitari stanno sfilando anche quelli medi, ricercatori e precari

Pisa Studenti e Ricercatori hanno messo uno striscione sopra l’Osservatorio astronomico dell’ateneo. Un gruppo di ricercatori e dottorandi precari dell’Università di Pisa è salito sul tetto dell’ Osservatorio astronomico dell’Ateneo dove ha esposto lo striscione con la scritta “Ritiratelo. No al ddl, sì alla ricerca”, con riferimento alla riforma Gelmini in discussione in Parlamento.

Per alcuni minuti una trentina di persone ha scandito slogan a favore dell’Università pubblica e contro il ddl Gelmini. Successivamente i ricercatori hanno raggiunto la Torre Guelfa della Cittadella e una volta saliti sulla vetta hanno srotolato un lenzuolo verticale con la scritta “Ritiratelo. No al ddl Gelmini”.

Milano ore 11.55 Lancio di vernice azzurra anche sulla porta d’ingresso della scuola privata europea di viale Majno. Dall’altra parte della stessa strada le forze dell’ordine hanno bloccato l’accesso alla redazione di Libero in assetto antisommossa, dove gli studenti stavano tentando di fare irruzione per protestare contro le informazioni falsate che il giornale ha fatto circolare in questi giorni. Il corteo procede in via Modena verso piazza Leonardo Da Vinci. Aumentato a circa 500, nel frattempo, il numero dei partecipanti, in massima parte studenti delle scuole. La manifestazione ha creato alcuni disagi al traffico in piazza Oberdan, viale Majno e all’incrocio con viale Piave.

FIRENZE ORE 11:50 GLI STUDENTI CARICATI DALLA POLIZIA NELLA FACOLTA’ DI SCIENZE SOCIALI STANNO DANDO ORA VITA A UN PRESIDIO. IL PRESIDIO STA PER SPOSTARSI DALL’INGRESSO DELL’EDIFICIO VERSO I VIALI CIRCOSTANTI PER BLOCCARLI.
Roma ore 11:45 il corteo è ora a largo Argentina. IL CENTRO DI ROMA E’ COMPLETAMENTE BLINDATO DA POLIZIA, CARABINIERI E GUARDIA DI FINANZA. Tutte le strade che hanno sbocco su piazza Venezia sono state chiuse da camionette e agenti di polizia. Bloccate completamente anche le strade limitrofe a Palazzo Grazioli
Roma ore 11:35 il corteo studentesco si trova ora a piazza Venezia e sta per dirigersi per via delle Botteghe Oscure
roma LIBERATI I DUE STUDENTI ARRESTATI IERI, nessun procedimento cautelare il processo si terrà il 16 dicembre
Roma 11.00 Gli studenti universitari hanno raggiunto il colosseo e stanno ora per incontrarsi con una delegazione di circa 400 studenti dei licei per dirigersi insieme in corteo verso montecitorio

10.3O MILANO GLI STUDENTI IN CORTEO HANNO IRRUZIONE AL MINISTERO DEL TESORO E HANNO CALATO UNO STRISCIONE CHE RECITA ‘ PIU SOLDI ALLA SCUOLA ZERO ALLA GUIERRA DIRITTI PER TUTTI ORA!’

ROMA ore 10.20 gli studenti si stanno muovendo ora dalla Sapienza per raggiungere la camera, il percorso sarà lo stesso di ieri.

10:18 – Firenze presidio contro la Santanchè. Un centinaio di giovani dei collettivi di sinistra stanno presidiando il padiglione del Polo di Scienze Sociali dove intorno alle 11 dovrebbe parlare il sottosegretario Daniela Santanchè

10:11 Milano. Sono circa 400 gli studenti degli istituti superiori che sono scesi in piazza a Milano per protestare contro i tagli del governo all’istruzione. Il corteo, partito da piazza Cairoli, attraverserà il centro di Milano e gli studenti, che urlano slogan contro il ddl Gelmini, sono pronti a causare disagio al traffico pur di far sentire la propria voce.

09:38 – Palermo migliaia di studenti in piazza. Diversi cortei formati da migliaia di studenti di quasi tutte le scuole di Palermo si stanno muovendo attraverso il centro di Palermo per raggiungere le sedi dell’Ufficio Scolastico Provinciale in via Praga e della Provincia a Palazzo Jung, in via Lincoln. I ragazzi protestano contro i tagli alla pubblica istruzione e il finanziamento alle scuole private. I dimostranti si sono ammassati attorno ai due palazzi e non si segnalano disordini.

09:24 – Torinostudenti bloccano facoltà di Fisica e Chimica. Le sedi di Fisica e Chimica dell’Università di Torino sono state ‘bloccate’ da picchetti degli studenti. Mercoledì sera gli studenti torinesi, al termine di un’assemblea, hanno deciso anche l’occupazione del Politecnico. Occupato da martedì anche Palazzo Nuovo.

Napoli ore 8:00 Palazzo Giusso, lo stabile rinascimentale di largo San Giovanni Maggiore a Napoli sede dell’Università degli Studi “l’Orientale”, è occupato dalle 8 di questa mattina dagli studenti. Lo comunica il Collettivo autorganizzato spiegando che così “anche Napoli si unisce al movimento che si era sviluppato a partire da quest’estate ed è tornato a scendere in strada, nelle piazze, ad occupare scuole, facoltà, rettorati, tetti, in occasione della prevista la votazione alla Camera del famigerato Ddl 1905, la cosiddetta riforma Gelmini, del quale di prevede una rapida approvazione”.

sul 24 novembre:

Gli studenti irrompono in Senato contro la riforma Gelmini. Manifestazioni di protesta in tutte le Università

Sono arrivati a passo di carica. Un centinaio di studenti si sono staccati da un corteo non autorizzato e si sono lanciati verso l’ingresso del Senato. In mano le uova, scagliate contro il palazzo del potere, attaccando le istituzioni “che gli stanno rubando il futuro”.
Infatti ieri, intorno alle 12.30, mentre i manifestanti tentavano un’irruzione dal portone principale di Palazzo Madama, a Montecitorio si svolgeva la discussione sulla riforma dell’Università. La legge proposta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che precarizza la ricerca e impoverisce gli atenei mettendoli nelle mani dei privati, ha fatto scattare proteste e blocchi in tutta Italia. E a Roma non è stato possibile evitare lo scontro: il corteo, formato da 500 persone, ha continuato fino a Palazzo Grazioli, residenza del premier, dove la polizia ha bloccato con i manganelli gli studenti che cercavano di varcare lo sbarramento,
Le manifestazioni degli universitari in tutte le città (a Pisa è stato fermato l’aeroporto), si sono affiancate a quelle, pacifiche, di precari e ricercatori. Sui tetti di molti atenei ci sono presidi di protesta. In piazza Borghese, nella Capitale, a due passi da Montecitorio, sono arrivati ricercatori da tutta Italia che da due giorni vivono accampati sul tetto della facoltà di Architettura. Dopo una notte sotto la pioggia, ieri mattina è stato il momento delle visite.

Sulle tegole si sono arrampicati il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani e il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. “Non esiste paese al mondo – ha detto Bersani – in cui in un momento di crisi si tagliano gli investimenti a ciò che potrebbe risollevarci, cioè lo studio e la ricerca. Solo noi, direbbe Vasco, siamo stati capaci di farlo. Se toccherà a me governare, metterò mano a questa riforma sbagliata nei principi”.
Mentre Bersani parlava con i ricercatori, sul tetto arrivavano le notizie dal Senato. Nello stesso momento il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiedeva le dimissioni di Gianfranco Fini durante una conferenza stampa. Un gesto di per sé scollegato dall’iter di una riforma durato due anni. Ma che invece ha rischiato di essere un pesante autogoal per il Pdl.

Subito dopo pranzo il ministro Gelmini si muoveva agitata e irritata in Transatlantico. Raccontava che un deputato di Futuro e Libertà era andato da lei con un foglio sul quale erano riportate le ultime parole del premier, urlando: “Dopo queste dichiarazioni, puoi dire addio alla tua riforma”. La Gelmini si è attaccata al telefono. È bastato qualche minuto ed è arrivata la smentita di Palazzo Chigi: “Il premier è stato male interpretato”. Le acque si sono calmate, ma solo per poco. Una deputata democratica ha fatto notare ai finiani che mancava ancora la copertura finanziaria degli emendamenti ritenuti per loro “fondamentali”, quindi gli scatti stipendiali e i concorsi da professore. I futuristi si sono riuniti, Italo Bocchino e Gianfranco Fini si sono trattenuti a discutere a lungo e hanno deciso di far saltare l’accordo fin lì stipulato. Senza soldi la riforma si bloccherà e tornerà in commissione Cultura per rifare tutto il percorso da capo, dopo il 14 dicembre.

Insomma, le proteste che ci sono state fuori dal palazzo, le urla degli studenti e le parole dei ricercatori, non sono state importanti quanto una dichiarazione del presidente del Consiglio. Allora è toccato di nuovo alla Gelmini. È corsa fuori dall’aula col telefono all’orecchio, urlando, arrabbiata. Non era difficile individuare il destinatario delle sue invettive. Tanto che, dopo una mezz’ora, intorno alle 17, la titolare del dicastero dell’Istruzione ha potuto assicurare che i soldi e le modifiche richieste da Fli ci saranno. Il governo, però, ha sofferto ancora ed è stato battuto in aula su un emendamento dell’Udc votato da Fli, Pd e Idv.
I tempi si allungano e il voto finale potrebbe slittare alla prossima settimana. Poi il disegno di legge tornerà al Senato per l’approvazione definitiva il 9 dicembre. Unica via per approvarlo prima della fiducia. Per la Gelmini si annunciano due settimane di fuoco nelle università. E se la riforma passerà, i ricercatori continueranno a non fare docenza. Quindi gli atenei si bloccheranno nuovamente a marzo, alla ripresa delle lezioni, magari in concomitanza con una campagna elettorale.

Sulle proteste di ieri davanti al Senato si è aperto un acceso dibattito politico. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha scritto una lettera a Renato Schifani, condannando le violenze: “Non esiste una protesta legittima che sfocia in atto di violenza. È chiaro che si è trattato di un gruppo di provocatori isolati dal contesto della manifestazione, tuttavia nessuno può minimizzare quanto accaduto oggi”. Per Schifani “la protesta è legittima a patto che non sia violenta. Diventa intollerabile se colpisce le istituzioni che sono un patrimonio di tutti”. A difendere gli studenti è stata Flavia D’Angeli, portavoce di Sinistra Critica: “Hanno fatto bene a presentarsi davanti al Senato in maniera visibile e rumorosa. Visto che il Parlamento non rappresenta più la società è giusto che questa si faccia sentire nei luoghi delle istituzioni”. Maurizio Gasparri ha accusato invece Bersani di essere “un esempio per i violenti” quando sale sul tetto. Il Pd ha liquidato la dichiarazione come “rozza e volgare”.

Caterina Perniconi

Da il Fatto quotidiano del 25 novembre 2010