libz( comunicato di Sinistra Critica – Mantova )

L’Italia è già parte di un conflitto bellico decennale dove l’esportazione di democrazia non è riuscita in modo efficace: la sola guerra in Afghanistan ci sta costando 2 milioni di euro al giorno. In una fase di crisi economica in cui le prospettive di futuro di giovani e meno giovani sono azzerate e i governi tagliano sullo stato sociale, sull’istruzione e sulla sanità; in questo contesto negli ultimi 10-15 anni le spese militari senza distinzione di colore politico hanno continuato a crescere fino ai 25 miliardi di euro previsti per il 2011.

Una premessa necessaria per affermare di essere contro la guerra: non basta più sventolare una bandiera ideale ma serve andare al nocciolo di un problema che è, innanzitutto, un affare economico. La contrarietà alla guerra e al militarismo nonché la diffusione di una cultura di pace non possono prescindere da un progressivo disarmo e un definitivo contenimento delle spese militari.

Riflettendo strategicamente ed economicamente spicca l’ipocrisia dei governi occidentali, guidati da Francia, Usa, Gran Bretagna con l’Italia al seguito che sono stati pronti a bombardare per proteggere i popoli arabi dalla pericolosa dittatura di Gheddafi. Quella stessa dittatura a cui sono stati tributati onori e riconoscimenti – con inchini e baciamano – vendute armi, garantiti contratti per sfruttare le risorse energetiche e garantirsi, in modo criminale, il controllo dell’emigrazione dall’Africa.

Ma le stesse persone che, come in Tunisia e in Egitto si sono rivoltate e hanno rivendicato libertà e democrazia, appena sono arrivati da questa parte del Mediterraneo sono stati considerati clandestini, illegali, lasciati a marcire sull’isola di Lampedusa e poi rinchiusi in tendopoli precarie o in Centri di identificazione, riservando loro un solo destino: l’espulsione o la garanzia di una vita precaria e ricattabile.
Raramente l’Occidente ha dato prova di tanto cinismo e di una spregiudicata azione a difesa dei propri interessi economici. Le potenze europee hanno ricominciato un “risiko” nordafricano, simile a quello di inizio novecento, con un gioco di alleanze e competizioni incrociate.

Per questo pensiamo che il nostro No alla guerra debba essere intimamente collegato al sostegno alle rivoluzioni del Nordafrica e del mondo arabo. Noi ci sentiamo al fianco dei tunisini, degli egiziani, dei libici, comprese tante donne, che sono scesi in strada per cacciare il proprio regime.

In molti chiedono ai pacifisti e a coloro che contrastano la guerra quale sia la loro ricetta, dimenticando che la tattica di lasciare incancrenire le situazioni per risolverle solo con l’accetta delle bombe è vecchia quanto le diplomazie militari.  Per rispondere a cosa fare dovremmo avere a disposizione le leve della politica e del governo. E noi avremmo accerchiato e isolato Gheddafi, non avremmo firmato quel Trattato di amicizia, il cui unico scopo è fermare l’immigrazione, avremmo operato nella cooperazione con il Nordafrica, senza depredarne le risorse, senza rimpinguare i profitti e garantire le rendite delle grandi multinazionali. Le risorse energetiche del Nordafrica sono tali da far crescere tutta l’area con profitti economici, sociali e anche ambientali distribuibili equamente; avremmo appoggiato da subito le rivolte e le rivoluzioni, avremmo portato aiuti, destinato risorse.

No alla guerra, stop ai bombardamenti

Sostegno alle rivoluzioni del mondo arabo e del nordafrica

Contro tutte le dittature

Solidarietà , accoglienza e protezione per i migranti

Costruiamo Comitati di sostegno alle rivoluzioni arabe

Sinistra Critica – Mantova