DIFFIDA DEI RAZZISTI, LA SOLIDARIETÁ TRA POVERI É L’UNICA SOLUZIONE ALLA CRISI!

Mercoledì il quartiere periferico della Virgiliana vedrà comparire l’ennesimo travestimento dell’organizzazione neofascista forza nuova, “Mantova ai Virgiliani”.  Utilizzando impropriamente la figura di Virgilio, passata alla storia dell’epica letteraria per il poema sulle vicende del profugo Enea, in fuga da Troia distrutta dai greci, provano ad imitare simili operazioni messe in campo a Brescia e Bergamo.
Lo schema è semplice, nascondere il razzismo con il campanilismo, pubblicare interventi sui monumenti della città e le specialità culinarie del territorio, condendoli con propaganda razzista in cui i migranti sono la base di qualsiasi problema.
L’estrema destra nell’ultimo anno ha provato a rendere sistemico il suo intervento contro l’arrivo di migranti, esasperando l’allarmismo dei media (definendo INVASIONE l’arrivo del corrispettivo dello 0,2% degli abitanti italiani), speculando su episodi di cronaca nera e provando a fare presa su una classe media impaurita per il costante impoverimento causato dall’austerità economica.
Casa Pound e Forza Nuova provano ad imitare i camerati tedeschi che con la creazione di PEGIDA (Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’Occidente) hanno aggregato persone partendo dagli attacchi ai migranti e dalla paura verso l’Islam.
Ciò che viene rimosso dal discorso razzista e dai media, che ne parlano solo in modo allarmistico, sono le cause economiche, politiche ed ambientali delle migrazioni.
I governi occidentali hanno diverse relazioni con le dittature di Africa e medioriente e ruoli ibridi nei contesti bellici.
L’ inquinamento da noi prodotto ha causato cambiamenti climatici che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio intere regioni agricole e la conseguente sussistenza alimentare di diverse popolazioni.  La stessa appropriazione delle risorse naturali attraverso l’estrazione intensiva, lo sfruttamento di manodopera, le mono-culture coatte e la sottoscrizione di accordi commerciali vantaggiosi per l’Europa sono tutti elementi che precarizzano la sovranità alimentare e la stabilità di milioni di persone. In quei territori come si può distinguere tra “clandestino”, “rifugiato politico” e “migrante economico”? Sembrano distinzioni utili ad aumentare la speculazione.
In Italia mancano delle leggi serie sulle migrazioni e il diritto d’asilo. La stessa Europa in crisi di legittimità non riesce a darsi delle regole comuni, una divisione dell’impegno dell’accoglienza e una gestione condivisa delle frontiere e la creazione di corridoi umanitari.
I politici che parlano di “affondare i barconi” sono i primi che propongono false soluzioni per continuare le loro campagne politiche sulla pelle dei migranti e promuovere speculazioni di tipo di assistenzialistico e repressivo.
Non per niente l’attuale disegno dell’accoglienza fu creato da Maroni (attuale presidente della Regione Lombardia, lega nord) quando era ministro dell’interno.
Di fronte a questa situazione i fascisti dicono di voler contrastare il business dell’accoglienza, eppure attaccano i migranti che sono le vittime e non gli imprenditori del sociale. Nell’inchiesta MafiaCapitale infatti diversi personaggi dell’estrema destra erano inseriti nelle speculazioni sui campi rom e sui centri d’accoglienza.
Ma cosa ci guadagnano i rifugiati? Facciamo un po’ di chiarezza:
chi è inserito in questi progetti è obbligato ad aspettare in strutture spesso sovraffollate quasi due anni per aspettare il responso delle commissioni che valutano la richiesta d’asilo (poche e spesso poco formate sui contesti geopolitici, da Mantova devono recarsi a Milano);
i 35 euro al giorno provengono da un fondo pubblico europeo (per gli SPRAR), e da fondi governativi i centri più grossi, che può essere destinato solo a progetti d’accoglienza ed è creato dalle tasse per il rinnovo dei permessi di soggiorno (quindi sono gli stessi migranti a pagare per l’accoglienza);
I 35 euro non vanno al singolo migrante, ma alla struttura che li ospita, è vero che questo ha creato diverse speculazioni (non vengono garantite ai migranti le attività di alfabetizzazione ed inserimento sociale), ma spesso ha anche permesso di trovare un’occupazione per tanti disoccupati italiani.
Quindi i migranti sostengono un’accoglienza i cui soldi finiscono nelle tasche degli italiani, spesso indebitamente. Invece che inseguire le sparate razziste dovremmo provare a proporre progetti di mutuo soccorso nelle periferie tra rifugiati e abitanti del quartiere. La solidarietà è una delle poche armi in mano ai poveri.