In seguito ai fatti dell’aggressione di stampo neofascista ,avvenuti lo scorso martedì 4 agosto, vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà al nostro compagno e a tutti gli attivisti dell’arci Casbah.
L’ episodio non è isolato ma è il più grave di una lunga serie di provocazioni a realtà fisiche che portano avanti una radicata politica antifascista.
Nel mantovano, queste aggregazioni neofasciste oltre ad essere piccole sono socialmente emarginate, difficilmente individuabili e poco conosciute ma praticano una strategia fatta tutta di istigazione e sfida, ponendo come unico obbiettivo lo scontro fisico violento.
Agendo nell’ombra non vengono riconosciuti come minaccia reale ma cavalcano astutamente l’onda incalzante di una retorica xenofoba e sempre più razzista e sessista su cui, scaltri leader dell’ultimo minuto, hanno costruito una politica di soppraffazione.
Partiti istituzionali come la lega nord, promotrice di innumerevoli campagne per la sicurezza e la legalità, si schiera in piazza con nuovi movimenti di estrema destra come Casapound che più organizzati e politicizzati non differiscono dai piccoli gruppetti di “neonazisti da paese”, nelle modalità di azione violenta.
Poniamo, dunque, uno spunto di riflessione per quanto riguarda l’ambiguità di alcuni temi come legittimità e giustizia, facendo riferimento alla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”), detta anche Legge Scelba, all’art. 4 che sancisce il reato commesso da  « un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista. ».
Non tutti rispettano le leggi e non tutte le leggi vengono rispettate ma episodi di aggressioni come quello avvenuto martedì non avevano solo scopi intimidatori, a questo proposito la solidarietà, l’informazione e la partecipazione sono le uniche risorse con cui contrastare questa bieca tradizione fatta di violenza, ignoranza ed attacco ai movimenti sociali.
La storia ci ha insegnato e ci insegna che la lotta è un esercizio quotidiano e che l’antifascismo è un valore che deve vivere ogni giorno.

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