Il volantino che abbiamo distribuito alla manifestazione di ieri sera in ricordo delle vittime di Orlando.

 

nè OMOFOBIA nè ISLAMOFOBIA

We stand for Orlando. We are Orlando. We are gay.

 

Siamo lesbiche, siamo gay, siamo transessuali e siamo queer. Siamo etero e siamo bisessuali.Non scendiamo in piazza “urlando silenziosamente”. Scendiamo in piazza gridando violentemente contro l’omofobia alimentata dai fondamentalismi religiosi e contro un razzismo che si traduce in islamofobia, un razzismo funzionale al capitalismo e, in questo momento, alle destre europee e americane. Sì, perché l’attentato di Orlando contro la comunità LGBTQI (e a maggioranza afro-americana) avviene in un momento politicamente importante per le sorti elettorali americane. E così Donald Trump condanna le “barbarie” e gli “attentati” e “prega per le vittime”, senza identificarle, de-soggettivizzandole, producendo un pensiero semplicistico per cui la strage si caratterizza esclusivamente come strage, cancellando la peculiarità del massacro di Orlando: la matrice omofobica. Caratterizzazione che viene immediatamente dimenticata per lasciare spazio, ancora una volta, a teorie razziste ed imperialiste che giustificano “lo scontro di civiltà” tra una cultura occidentale apparentemente garante dei diritti civili, della parità di genere e delle libertà sessuali e una cultura musulmana misogina, reazionaria e intollerante.A tutto questo si aggiunge una più globale difficoltà nell’identificarsi con le vittime, evidente anche sui social network dove il connotato omofobico si perde totalmente lasciando spazio ad una neutralità di semantica e di ragionamento.

La strumentalizzazione è facile. Il metodo lo stesso. E’ sempre colpa di qualcuno, di qualcun altro. Del musulmano, delle donne con le gonne troppo corte, dei gay troppo espansivi o dei trans troppo truccati e pervertiti.

Ma si deve gridare la verità: contro i fanatici, contro i machisti e contro gli omofobi.

Oggi partecipiamo alla fiaccolata cittadina perché l’orgoglio della comunità LGBTQI è anche il nostro orgoglio e la nostra lotta, insieme a quella che ogni giorno portiamo avanti a fianco dei migranti, dei richiedenti asilo, degli oppress* e degli sfruttat*.

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