La giornata della liberazione dal nazifascismo non significa solamente la fine della dittatura del ventennio fascista e dell’occupazione dell’esercito nazista del nostro paese, il 25 aprile ci parla di solidarietà sociale, uguaglianza economica e diritti civili.

Questi valori devono essere oggi al centro di un progetto di trasformazione mondiale. Senza questi vediamo un mondo che precipita nella guerra-mondiale-in-un-paese (come in Siria terreno di scontro tra diverse potenze imperialiste). L’ Europa si ripara dalle sue debolezze ripescando nazionalismi, idee di purezza religiosa e processi neo-coloniali spregiudicati in Africa (si veda l’intervento militare in Niger). Le libertà civili vengono messe in discussione in nome dell’uniformità sociale o strumentalizzate per criminalizzare le parti più marginalizzate della società, nel mentre è in costante aumento il numero di femminicidi in occidente, a dimostrazione che la violenza del patriarcato non ha geografie o religioni.
Gli stessi diritti sociali e le libertà di sciopero, parola e manifestazione vengono represse in nome della lotta al terrorismo.

Riannodare queste resistenze è un punto di partenza fondamentale, come abbiamo visto a Macerata, la risposta alle barbarie della violenza razzista e fascista è realistica solo nel momento in cui si crea uno spazio che realizza l’unità tra queste oppressioni, e non la guerra tra poveri.

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