Costruiamo un’agenda di mobilitazione locale e nazionale contro le politiche razziste e sessiste, verso i cortei del 10 novembre di Indivisibili e del 24 novembre di Non Una di Meno – Mantova, rispondiamo alle recenti politiche che aumenteranno disuguaglienze ed emarginazione sociale.

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Le ultime settimane di governo giallo-verde hanno registrato un’incredibile inasprimento delle linee di indirizzo politico già impostate dai precedenti governi dell’austerità. La risposta sistematica alle urgenze poste dalla globalizzazione è da anni quella di smantellare qualsiasi forma di redistribuzione della ricchezza, e di intensificare la marginalizzazione di parti della società.
L’obiettivo è quello di creare un accesso “a gradoni” a qualsiasi diritto sociale, che in Italia come in Europa vengono progressivamente ridotti, a beneficio di un modello di società razzista, iper-individualista e iper-competitiva. Contro questo processo si stanno organizzando e agendo diverse soggettività: dal mondo dell’associazionismo ai sindacati, dagli spazi sociali ai collettivi politici, dalle organizzazioni delle comunità migranti alle soggettività femministe e LGBTQ.
Pensiamo che l’unico modo per essere forti ed incisivi in questo momento sia quello di unire le forze, creare uno spazio di dibattito alternativo alla voce dei grandi media, troppo impegnati a rincorrere le urla più forti che rimbalzano dalle bacheche dei leader politici e della loro propaganda razzista. Allo stesso modo serve concretizzare le proposte alternative concrete emerse in questi anni di AUTORGANIZZAZIONE dei migranti, che a livello territoriale hanno promosso decine di presidi e ben tre cortei del 25 aprile antirazzista, oltre a costruire quotidianamente reti di solidarietà e mutuo soccorso.
A partire da questo pensiamo sia imprescindibile mettere a valore tre elementi:
1) L’aumento delle disuguaglianze economiche mondiali è il vero perno dei fenomeni migratori, costantemente criminalizzati e sistematicamente repressi con la violenza, ed è strettamente collegato alla ristrutturazione sociale della crisi economica degli ultimi dieci anni.
2) Va riconosciuta e confermata la centralità del movimento delle donne, che ad oggi si è distinto quale unico elemento di critica, conflittualità e mobilitazione sociale vincente, in grado di farsi portavoce di tutte le soggettività di genere oppresse.
3) Si rivela indispensabile il coinvolgimento delle comunità migranti, delle e dei richiedenti asilo e di tutt* i giovan* soffocati dall’assenza dello IUS SOLI, quali attori imprescindibili di un percorso di autorganizzazione e mobilitazione che contrasti le derive xenofobe, razziste, sessiste e repressive dei governi europei.
In questo clima sempre più asfissiante, fatto di sfruttamento dei soggetti più oppressi e continua eliminazione di ogni forma di uguaglianza, riteniamo che l’unica strada per rafforzare le singole vertenze sia quello di unire i percorsi locali e nazionali in una campagna comune di mobilitazione in difesa dei diritti sociali. Dotarsi di obiettivi comuni, in primis a livello locale, è un passaggio necessario per poter ri-costruire una piattaforma di rivendicazioni politiche e sociali che possa contrastare e opporsi ad ogni forma di oppressione, repressione e discriminazione.
Per questo invitiamo singoli, collettivi e organizzazioni che condividono con noi questa volontà, a partecipare all’assemblea cittadina all’Arci Salardi di viale Risorgimento .

La Boje!

Aderiscono:
Sportello Diritti – Rete Antirazzista
Non Una Di Meno Mantova

Circolo Libertario Mantovano
Equal
Rifondazione Comunista
Sinistra Italiana

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