Due giorni fa Nicchio Jr, tra i responsabili del gruppo più presente nella sanità privata del nostro territorio, difendeva le buone intenzioni della sua categoria in vista della manifestazione provinciale a difesa della sanità pubblica prevista per sabato. Cogliamo l’occasione per elencare qualche dato su un business basato sulla salute delle persone.

Già nella definizione si può notare che il settore dell’imprenditoria sulla salute presenta qualche contraddizione, anche rispetto al mercato delle merci: fare profitto e occuparsi della salute dei cittadini. La Regione Lombardia si è distinta negli ultimi trent’anni nel settore delle privatizzazione dei servizi, soprattutto quello sanitario dove i posti letto pubblici sono stati dimezzati in questo arco di tempo.

La cronaca nera dell’ultimo anno ci conferma che, se da un lato si sono ingrassati politici e imprenditori, dall’altro è stata messa a repentaglio la salute dei cittadini. Le strutture sanitarie pubbliche ricevono il 60% dei finanziamenti statali per seguire il 65% dei ricoveri/day hospital, quelle private invece incassano il 40% per svolgerne il 35%.

Rispetto alle visite ambulatoriali la distanza tra pubblico e privato è meno netta, ma comunque si tratta di agire con la coperta corta: il pubblico deve eseguire il 58% delle azioni a fronte del 57% dei finanziamenti. Il privato al contrario ne realizza il 42% con il 43% di sovvenzioni statali.

Aggiungiamo che, a differenza del modello tedesco, i privati possono “prendersi” i servizi sanitari che vogliono e seguono la logica di scegliere quelli più profittevoli, lasciando al pubblico quelli più costosi (e spesso indispensabili per la salute).

Mantova si attesta al terzo posto regionale rispetto al peso delle strutture private su quelle pubbliche a livello provinciale. Su 10 strutture sanitarie 6 sono private, 5 gestite dal gruppo Mantova Salus di Nicchio, 1 dal gruppo KOS (De Benedetti) non a caso a Suzzara. L’incidenza dei ricavi del privato corrispondente ai casi di ricovero è del 35,8% a Mantova, raccolgono 69,2 milioni di euro contro i 124,3 milioni della sanità pubblica.

Milioni, non noccioline, raccolti non a partire da incredibili invenzioni, ma dal progressivo taglio dei servizi sanitari pubblici, sostituiti da infrastrutture e interessi privati.

Per questo e mille altri motivi saremo in piazza Sordello sabato 29 maggio dalle 16 per manifestare in difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute, contro la privatizzazione delle strutture sanitarie e per la sospensione dei brevetti sui vaccini.

Fonti: Regione Lombardia 2017, 2018https://www.saluteinternazionale.info/…/lombardia…/