Il fondamentalismo islamico è nato nella striscia di Gaza alla fine degli anni `70 quando l’esercito israeliano vide negli islamici un buon antidoto contro l’Olp e i comunisti palestinesi. Se si pensa a come nasce Bin Laden e ai suoi sponsor americani, sembrerebbe che di originale non resti nessuno. Queste furono le basi su cui fu fondata Hamas nel 1987. Da allora Hamas ha svolto una triplice funzione: sul terreno militare ha assassinato centinaia di israeliani innocenti, sul terreno sociale interno ha riempito un ruolo non ricoperto dall’Autorità nazionale palestinese che ha sovente dimenticato alcuni dei suoi obblighi di fondo rispetto alla società palestinese e sul terreno politico è stato il miglior alleato dialettico del fondamentalismo e dell’estrema destra israeliani.

La politica dell’estrema destra israeliana, fondata sul completo rifiuto delle aspirazioni nazional i palestinesi, ha rafforzato gli elementi più radicali che hanno cominciato a vedere l’opzione armata come l’unica possibile.

La politica del fondamentalismo islamico a cui si sono sommati negli ultimi anni settori avventuristi dell’Olp, ha rafforzato senza soste gli esponenti più estremi della destra radicale israeliana, in sacrosanta alleanza con certi settori del fondamentalismo che considerano l’annessione dei territori palestinese come un passo necessario verso la redenzione messianica di Israele. Negli ultimi tre anni questo meccanismo si è tradotto nella rioccupazione dei territori occupati e nella creazione di una catena rituale di sangue in cui ogni atto di terrorismo ha trovato aperte le porte del terrorismo dell’altra parte. Nell’ambito del terrorismo dell’occupazione, il terrorismo di Hamas ha alimentato il terrorismo di stato israeliano e ha rafforzato la destra in generale.

L’occupazione israeliana è oggi un semplice ma terribile inferno quotidiano. Nell’immensa prigione in cui sono chiusi dall’occupazione, tre milioni di palestinesi sono persone private dei diritti umani più elementari. La «lotta contro il terrorismo» ha giustificato tutti i crimini possibili e oggi è difficile spiegare a chi non lo vede – o non voglia vederlo, come accade alla maggioranza degli israeliani – cosa significhi la vita quotidiana sotto la brutalità di un’occupazione israeliana che si fa ogni giorno più spietata.

L’occupazione nelle sue più brutali manifestazioni, è il miglior brodo di coltura del fondamentalismo. L’occupazione alimenta la cultura dell’odio e la rafforza ogni minuto che passa. Dall’assenza di umanità dell’occupazione si nutrono gli istinti più criminali.

La miseria di un bambino lo costringe a occuparsi quotidianamente di portare pacchi al posto di chi non può farlo, e così guadagnarsi il pa ne. Quella stessa miseria permette a un criminale snaturato di dargli un pacco esplosivo per farlo esplodere quando il bambino arrivi in vicinanza dei soldati. Il crimine potrà essere poi spiegato proclamando il bambino shaid, un santo morto al servizio di Allah. Lo sceicco Yassin ha contribuito a «elevare» lo status delle donne: anch’esse potranno commettere attacchi kamikaze e alcuni dicono che è meglio se a commeterli siano quelle che hanno peccato per emendarsi così del loro peccato.

Quando il governo israeliano ordina l’assassinio di Yassin e di tutti quelli che gli stanno vicino, lo fa ben cosciente dell’escalation che innesca. Sharon e il suo ministro della difesa Mofaz sono dei piromani sperimentati che hanno già lanciato benzina sulle fiamme dell’inferno dell’occupazione in varie occasioni.

Cosa significa quindi il criminale attentato di ieri mattina? Significa che lo strombazzato ritiro unilaterale da Gaza è un altro tentativo di fare un passo positivo diretto a raggiungere un obiettivo negativo. Spiegazione: il ritiro degli insediamenti ebraici che oggi occupano il 25% delle terre della striscia di Gaza (363 km quadrati), di per sé è un fatto positivo ma si effettuerà solo dopo aver decapitato la leadership di Hamas e lasciandosi dietro terra bruciata a tal punto da rendere impossibile creare uno stato palestinese, mentre si consolida l’occupazione della Cisgiordania. Questo è una bordata in più contro iniziative quali gli accordi di Ginevra e qualsiasi altro tentativo di dialogo che porti a compromessi e a una pace possibile.

Di fronte all’opposizione interna al Likud, Sharon dimostra un’altra volta chi è il re, chi è il supermacho. La vendetta criminale di ieri vuole dimostrare alla destra estrema israeliana che Sharon non è un traditore pentito ma che guarda con occhio pragmatico ai territori e alla bisogna sa usare la forza.

L’esclation e la crescente sequela di vendette non preoccupa il governo israeliano dal momento che esse potanno essere usate per dimostrare al mondo «chi sono i cattivi» e nel contempo preparano il terreno per iniziative sempre più drastiche contro la leadership dell’Anp.

Trincerati dietro l’attesa vendetta in arrivo, non pochi fra i generali e i politici israeliani potranno trovarvi l’occasione per assassinare Yasser Arafat e finirla una volta per tutte con «i pericoli di Oslo». I pericoli di Oslo sono in nsostanza uno: «il pericolo» della pace, del compromesso. Il ritiro unilaterale, il terrorismo e il controterrorismo, la catena di sangue che porta a questo inferno quotidiano sono il miglior modo di consolidare il fondamentalismo israeliano della destra nelle sue ambizioni espansioniste. Nell’assassinio di uno dei suoi leader principali, Hamas può dire di aver toccato, insieme all’avventurismo israeliano, l’apice dei suoi succ essi: la piena congiunzione dei terroristi fondamentalisti di entrambi i popoli.

L’unico antidoto contro il terrorismo non è solo capire quale siano le sue radici, ma avviare con assoluta urgenza un’azione internazionale che freni la prepotenza assassina di Sharon, del suo governo, delle sue forze armate, prima che sia impossibile spegnere l’incendio e placare l’odio.

L’ordine di Sharon

[[image:sharon.jpg::left:0]]di ZVI SCHULDINER

Sarà che adesso si apriranno le porte dell’inferno o che forse ci siamo già dentro da tempo? L’aviazione israeliana ha annunciato ieri mattina un altro dei suoi successi: la liquidazione dello sceicco Ahmad Yassin, il leader spirituale di Hamas. Come corrisponde, tutti i dispositivi di sicurezza israeliani si dicono in stato di massima allerta dal momento che gli esperti non escludono una recrudescenza del terrorismo palestinese come risposta dell’assassinio di ieri che era una risposta a molti degli atti attribuiti allo sceicco Yassin. Per chi abbia ancora qualche dubbio: gli atti di Hamas sono stati di frequente atti puramente criminali e la leadership dello sceicco Yassin si è sempre caratterizzata per il suo fondamentalismo che l’ha portato a rifiutare qualsiasi ipotesi di un possibile riconoscimento del diritti di Israele all’esistenza.