Il risultato era quasi sicuro, perché in un giorno di punta, un qualsiasi dirigente non rischierebbe di perdere del tutto gli introiti e neanche di rimetterci in immagine per aver fatto intervenire la polizia. Questa azione di autoriduzione dei prezzi ha una duplice importanza.In primo luogo è un’azione diretta, che ha conseguito un risultato immediato per chi faceva spesa per la propria e altrui dispensa. Poi, è chiaro che questa si inserisce nelle dinamiche delle grandi lotte di questi . Qui si esprime l’apporto, che, quella che possiamo ancora ostinarci a chiamare società civile, può offrire ai lavoratori in sciopero, per quanto riguarda il recupero dell’inflazione. Inoltre diventa un modo per cementare la solidarietà di classe. Un modo per spronare i lavoratori, in questo caso quelli del commercio che settimana prossima sono in sciopero per un contratto scaduto da due anni, a continuare le proteste. Particolare interessante, quando nei giorni scorsi durante il blocco dei trasporti i compagni del magazzino 47, si sono fatti trovare alle quattro di mattina ai presidi dei lavoratori “asm”. La sera, questi hanno ricambiato recandosi alla cena organizzata al centro sociale.Ma la solidarietà, con questo gesto (seppur limitato nella portata, però non si sa mai) va a tutti i lavoratori che sono anche consumatori. Si rivendica il diritto ad una vita dignitosa passando per quello che è il reciproco delle buste paga. Non volete dare i soldi che spettano ai ferrotramvieri, ai lavoratori del commercio, a quelli dell’alitalia… ma anche ai cassintegrati dell’alfa, ai lavoratori della scuola e a tutti gli stipendiati in generale. Allora, noi risolviamo il problema eliminando l’inflazione (in falli bile sistema parallelo a quello di non rinnovare i contratti).Questa azione è anche un po’ emblematica di quello che dovrebbe fare il movimento oggi: interventi mirati e che fungano da collante alle grandi lotte, per dare loro sostegno e continuità. Ecco il lavoro indispensabile, di un coordinamento civile per la lotta. Comunque, quando alla fine i compagni con il megafono in mano hanno annunciato la riuscita dell’operazione, gli unici a mantenere un’aria sdegnata, sono stati i pochi impellicciati e ingioiellati presenti. Sotto sotto però, possiamo scommettere che, anche quegli spocchiosi abbiano accettato la riduzione.


di MangiabimbiBrescia: Sabato 17, pomeriggio. Contro il caro -vita e l’attacco ai salari, con i compagni del magazzino 47, abbiamo dato vita ad una azione di autoriduzione dei prezzi, in un supermercato del centro cittadino. Organizzati in gruppi, uno che si è occupato di fare spese e bloccare le casse e uno fuori, in attesa di entrare per stendere lo striscione e volantinare, abbiamo fermato i registratori di cassa per una mezz’ora, in attesa che le trattative con il direttore portassero alla riduzione dei prezzi.