NEL NOME DELLA PACE

“Pacifista” suona oggi come un anatema: i pacifisti sono i nuovi sovversivi, faziosi sobillatori nell’opposizione antigovernativa, antiamericani o addirittura fiancheggiatori dei terroristi. Insomma, gli eredi degli “sporchi comunisti” di un tempo. Questa la realtà offerta attualmente dalla maggior parte dei media. Ma se si elencano i nomi di coloro che hanno lanciato appelli per fermare la guerra di Bush contro l’Iraq si scopre uno schieramento sorprendente: il Papa e i frati impegnati nelle missioni, il premio Nobel per la Pace Jimmy Carter e i reduci delle Forze Armate statunitensi, Gino Strada e Giulio Andreotti, Pietro Ingrao e Alessandra Mussolini, le star di Hollywood e i cattolici di Comunione e Liberazione, illustri editorialisti e i padri della Costituzione. Anche loro sporchi comunisti? In risposta alle accuse di vuoto idealismo e di velleitarismo con le quali si è tentato di liquidare chi si è opposto alla menzogna della guerra preventiva o umanitaria, Ennio Remondino ha raccolto le riflessioni e le testimonianze più profonde, autorevoli e convincenti: un invito a dare più peso e attenzione alle idee che potrebbero forse fermare le guerre e un’occasione per riflettere sulle ragioni della pace, così forti da accomunare schieramenti politici e sociali lontanissimi fra di loro, se non addirittura contrapposti.

Alcuni degli autori: Giovanni Paolo II; Jimmy Carter, 39° presidente degli Stati Uniti, premio Nobel per la Pace 2002; Kofi Annan, segretario generale dell’Onu; Cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano; Padre David Jaeger, francescano, portavoce della Custodia di Terrasanta; Padre Pasquale Borgomeo S.J., direttore di Radio Vaticana; Cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano; Cardinale Jean-Louis Tauran, ministro degli Esteri della Santa Sede; Monsignor Giuseppe Betori, vescovo, segretario generale della Cei; Monsignor Renato Martino, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu; Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica italiana; Joaquin Navarro-Valls, portavoce della Santa Sede; Romano Prodi, presidente della Commissione europea; Jacques Chirac, presidente della Repubblica francese; Città degli Usa. New York, città martire del terrorismo; Jurij Michailovic Luzhkov, sindaco di Mosca; Walter Veltroni, sindaco di Roma; Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica italiana; Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica italiana; Giulio Andreotti, senatore a vita; Pietro Ingrao; Gino Strada, chirurgo di guerra, fondatore di Emergeney; Giulietto Chiesa, giornalista; Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum; Enzo Bianchi, priore della Don Luigi Ciotti, gruppo Abele; Umberto Eco, docente e scrittore; Sergio Zavoli, giornalista e scrittore; Eugenio Scalfari, editorialista; Fernanda Pivano, scrittrice; Bill Clinton, 42° presidente degli Stati Uniti; Emilio Colombo, senatore a vita; Alfredo Biondi, deputato di FI vicepresidente della Camera; Monsignor Torgal Pe; e tanti altri…

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Tutti sporchi comunisti? – a cura di Ennio Remondino – edizioni Sperling & Kupfer 2003Maggio 2003 – Un lavoro complesso e articolato, che indaga un fenomeno che ha carattere eccezionale, almeno in tempi recenti. Da tempo le piazze – in ogni parte del mondo – non erano invase, fino a questo punto, da una folla allegra e colorata. Tutti a dire “NO”, no ad una guerra ingiusta ed ingiustificata, no, da parte di laici, cattolici, destre e sinistre accomunati da un’unica bandiera arcobaleno. “Un’idea, uno spunto per riflettere”, questo dice Ennio Remondino, autore del libro.