La piattaforma presentata dai confederali non è condivisibile, come non è appoggiabile la linea seguita di concertazione (vale a dire collaborazione) con il padronato.

Ma fa anche della scuola l’anticamenra per il precariato lavorativo. Tutta la riforma si basa infatti sul fornire due tipi diversi di istruzione: per chi può permettersi di pagare privatamente a caro prezzo, un percorso completo fino al master universitario; per la stragrande maggioranza invece è fornita una mera formazione per la manovalanza e solo di un dato settore, così che in un mercato del lavoro flessibile si viene lasciati allo sbaraglio. Un impianto classista dunque che tende a rimarcare il limite tra futuri sfruttati e futui sfruttatori. Dai confederali non arriva infatti alcun rigetto strutturato delle forme di precariato sociale. Anzi cisl e uil, applaudono queste nuove forme di schiavitù salariata. Non opporsi a queste forme di lavoro, che ancora (per poco!) non rappresentano la maggioranza dei contratti, contribuisce a farne lo stato generale del mercato del lavoro.

La mercificazione del lavoro, cioè la sua totale subordinazione alle leggi di mercato, trasforma i lavoratori in merci prive di diritti e toglie loro qualsiasi possibilità di vita dignitosa.

I confederali non si pongono più l’obiettivo dell’emancipazione dei lavoratori e la partecipazione alle logiche padronali porta come conseguenze l’abbandono dei settori con lavoratori precari seguiti solo dai sindacati di base; la firma di leggi anti-sciopero che ne riducono la forza; la firma di leggi anti democratiche sulla rappresentanza sindacale per togliere voce ai lavoratori che si organizzano al di fuori di essi, e presentarsi dai padroni come unici rappresentanti. Tutto questo, sommato alla firma di contratti al ribasso, a portato allo scoppio delle emblematiche lotte degli auto –ferro –tranvieri.

Inoltre l’unità che vanno sbandierando non esiste da nessuna parte. Chiedete alla fiom cosa ne pensa della democrazia sindacale e degli spazi che le sono sottratti da fim-uilm. Cgil, cisl, uil si proclamano difensori uniti solo per le pensioni e solo dall’attacco berlusconiano. Non toccano minimamente la legge Dini, che come per tutte le leggi del centro sinistra hanno aperto la strada a quelle dell’attuale maggioranza.

Lo sciopero stesso di 4 ore (chissà da dove viene l’affezione a questo numero) significa molto poco, se non che ha scalzato quello indetto a difesa della scuola pubblica.

Appare tutto come una grande campagna di propaganda per ottenere consensi in vista di un governo rassicurante di centro –sinistra, dove poetr fare quello che stanno facendo da troppo tempo: far ingoiare ai lavoratori un po’ per volta gli stravolgimenti detteti dai padroni.

A tutto questo ci opponiamo, per rivendicare giustizia, libertà e dignità, in una parola: un radicale cambio sociale!

Contro la precarità

[[image:reddito.jpg::left:0]]Movimento Antagonista Mantovano

Per difendere la scuola pubblica dall’attacco neo liberista;

per il diritto allo studio; contro la riforma Moratti; per un salario sociale studentesco; contro le leggi Treu e Biagi sulla precarizzazione del lavoro. Fare fronte alla riforma Moratti della scuola, significa far fronte ad un ridisegnamento generale della società. Questa riforma della scuola, rappresenta un ulteriore passo verso lo smantellamento del diritto ad avere un istruzione pubblica per farne un privilegio per élite.