Tali dati sono stati ritenuti esageratamente alti da molti cittadini, che hanno denunciato irregolarità e brogli. La manifestazione di protesta è presto degenerata nell’assalto ad edifici governativi ed auto della polizia.

Altre 4 persone sono morte nella città di Izeh, nel Khuzestan, provincia abitata in prevalenza da Arabi.

Anche in questo caso, riferisce la Reuters, la folla di manifestanti ha preso di mira i simboli del potere. Non è ancora chiara la dinamica degli scontri, ma sembra che le vittime siano state causate dalla dura reazione della polizia.

In ogni caso, dopo lo svolgimento delle elezioni farsa di venerdì 20 febbraio, la tensione nel Paese non sembra scemare in alcun modo. La scontata vittoria dei conservatori è inficiata dall’esclusione di migliaia candidati riformisti dalla competizione elettorale. Esclusione decretata poco prima della consultazione dal Consiglio dei Guardiani, l’assemblea dei capi religiosi, vera detentrice del potere nel Paese.

L’affluenza alle urne, secondo i contestati ufficiali, ha superato appena il 50%. A Teheran ha votato meno di un terzo degli elettori. Le percentuali più basse dalla proclamazione della repubblica islamica, nel 1979.

L’appello al boicottaggio del voto lanciato da alcuni leader riformisti è stato accolto solo in parte dagli elettori iraniani, mentre anche la Commissione Europea ha espresso la propria disapprovazione per come è stato gestito il processo elettorale.

Le elezioni sono state giudicate infatti come non democratiche e un portavoce dell’UE ha parlato di ‘conseguenze’ nelle relazioni tra Iran ed Europa.

Intanto si moltiplicano gli allarmi in relazione al programma nucleare iraniano. Il ministro degli esteri di Teheran, Hamid Reza Asefi, ha ammesso l’acquisto dal parte dell’Iran, di materiale nucleare di non chiara provenienza, perchè fornito da intermediari.

L’ammissione di Asefi, che comunque ha negato che l’Iran voglia sviluppare armi nucleari, confermerebbe l’esistenza di un mercato nero globale di materiale nucleare. Circostanza inquietante che non fa che aumentare e non di poco, le preoccupazioni sulla possibile acquisizione da parte di gruppi terroristici, di armi non convenzionali.

Fabio Cintolesi – warnews


La proclamazione dei risultati delle discusse elezioni legislative iraniane, svoltesi venerdì scorso, ha provocato dure contestazioni che in 2 città del sud sono sfociate in scontri con la polizia che hanno provocato ben 8 morti.

Nella città di Firouzabad, nella provincia di Fars, l’agenzia degli studenti iraniani, Isna, ha reso noto che 4 persone sono morte nei tumulti scoppiati dopo che il governatore del distretto aveva resi noti i dati sull’affluenza alle urne in città.