Fuoriuscita di liquido, allarme nella zona di Avignone
MILANO — Trenta metri cubi di acque usate contenenti 12 grammi di
uranio per litro si sono riversate ieri, per cause accidentali, in due
fiumi — La Gaffière e L’Auzon — nel sud della Francia. Le acque
provenivano dal sito nucleare di Tricastin a Bollène, nel distretto di
Vaucluse, a circa 40 chilometri da Avignone.
L’allarme è rientrato
quasi subito (l’incidente è avvenuto intorno alle 6,30 del mattino):
l’agenzia per la sicurezza nucleare francese (Asn) ha parlato di
«rischio debole per la popolazione». Dello stesso parere i prefetti
dei dipartimenti di Vaucluse e Drome. Le autorità locali hanno
comunque preso misure di precauzione. Nei comuni di Bollèn e, Lapalud
e Lamotte- du-Rhône sono stati vietati la presa d’acqua dai pozzi e
l’impiego dell’acqua dei fiumi per irrigare i campi. Vietati anche la
pesca, il consumo di pesce e i bagni nelle acque inquinate.
L’incidente è avvenuto durante un’operazione di pulizia di una
cisterna nello stabilimento Socatri, azienda del gruppo Areva, in
attività dal 1975. «È la prima volta che si verifica un incidente del
genere — ha detto Gilles Salgas, responsabile della comunicazione
della società Socatri –. Su una scala di incidenti nucleari che va da
0 a 7 dovrebbe essere classificato a livello 1».

Una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente è arrivata da
una portavoce dell’Asn, Evangelia Petit: i circa trentamila litri di
liquido contenente uranio — ha spiegato — si sono riversati durante
alcune operazioni di pulitura, finendo al suolo e quindi in un canale
adiacente, da dove poi sono finiti nei due fiumi. «Una parte della
soluzione — ha precisato il direttore della sicurezza dell’Istituto
di radioprotezione e sicurezza nazionale (Irsn), Thierry Charles– è
stata recuperata, un’altra si è diluita nei corsi d’acqua e la terza
fortunatamente non ha raggiunto la falda freatica». Le dichiarazioni
rassicuranti delle autorità non sono servite a evitare lo scoppio di
polemiche. «È impossibile che una diffusione di uranio di tale entità
non abbia conseguenze importanti sull’ambiente e forse anche sulla
salute della popolazione» dicono dall’organizzazione ecologista
«Sortir du Nucleaire». In questi mesi in Francia il nucleare è un tema
caldo dopo l’annuncio del presidente Nicolas Sarkozy di voler
aumentare il numero di centrali sul territorio nazionali (attualmente
sono 53).

Attualmente la Francia ricava circa l’ottanta per cento della sua
elettricità dal nucleare. proprio ieri Francia e Libia hanno
ufficializzato l’accordo di cooperazione per lo sviluppo dell’energia
nucleare a scopi pacifici concluso nel corso del 2007. Sempre ieri
Sarkozy ha annunciato che entro fine anno in Giappone i paesi del G8
si riuniranno per un forum su energia nucleare ed energie rinnovabili,
per coordinarne lo sviluppo e far fronte all’aumento dei prezzi del
petrolio e del gas. «Vedo crescere il sostegno all’alternativa
nucleare — ha detto Sarkozy –. Per la Francia è una scelta molto
vecchia, il Regno Unito vuole rafforzarla, l’Italia è interessata e
certamente anche gli Usa e la cancelliera tedesca Angela Merkel, a
titolo personale, è favorevole ».

Giulia Ziino
09 luglio 2008

Notizia dal Corriere della Sera.

di mantova antagonista – sinistra critica