1984comunicato del Collettivo Studentesco ‘Aca toro

In occasione del corteo studentesco che abbiamo indetto per venerdì 12 marzo, in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalla Cgil, ci sono arrivate dal questore di Mantova prescrizioni e limitazioni alla nostra manifestazione che giudichiamo molto gravi.  Il questore prescrive soste durante il corteo di durata non superiori ai 5 minuti, giustificando tale presa di posizione con la limitazione dei disagi causati al traffico veicolare. Un provvedimento che lede l’efficacia stessa della manifestazione. Un viale o una strada che vengono attraversati da un corteo, causano per forza un blocco della circolazione. Un discorso al microfono, davanti a un luogo simbolico necessita di un tempo variabile a discrezione dell’oratore: non si può decretare per direttiva che l’articolazione di un pensiero non possa superare i 300 secondi.
A chi riferisce del proprio operato il questore di Mantova? Alla Polizia Locale o al Ministero dell’Interno?
Un’altra prescrizione che ci è stata notificata riguarda l’itinerario del corteo, che ha subito numerose modifiche rispetto la richiesta che avevamo inoltrato alla Digos di Mantova. Per la prima volta la questura decide quale deve essere il percorso più diretto per un corteo, senza accogliere le richieste di svolgimento della manifestazione stessa in luoghi che gli stessi organizzatori giudicano importanti o significativi.  Ci siamo visti negare il passaggio per il provveditorato agli studi, luogo decisivo e simbolico per le mobilitazioni e le vertenze studentesche, per quelle dei docenti precari e del personale ATA, e la notificazione di terminare la manifestazione in Piazza Mantegna invece che in Piazza Virgiliana.  Si tratta di episodi molto gravi che non hanno precedenti nella storia recente. Ci immaginiamo se a un corteo di operai che manifesta contro il trasferimento della propria azienda dove la manodopera costa meno, fosse vietato di sfilare davanti alla sede di Confindustria o se la questura vietasse lo svolgimento di manifestazioni davanti alla Prefettura, istanza territoriale dello Stato nella nostra città. Anche l’accettazione del principio di contingentare i tempi di una manifestazione rimane senza senso, se non quello di aprire inquietanti scenari sulle modalità di rilasciare le autorizzazioni per i cortei.  E cosa ci si dovrebbe aspettare la prossima volta? Un corteo da svolgersi solo in Z.T.L.? Un corteo che attraversi solo i vicoli del centro in modo da evitare l’interruzione dello shopping? Una manifestazione che non superi i 14 minuti di interruzione del traffico veicolare? Una manifestazione che si tenga ma che non sia visibile?
In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo e che stiamo pagando a caro prezzo, lanciamo un appello a lavoratori, organizzazioni sindacali, organizzazioni politiche e associazioni per costruire un elemento di democrazia e di solidarietà contro questa ingiustizia che subiamo noi oggi, ma che rischia di riguardare tutte e tutti.

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