fiomscCONTRO LA CRISI UNIAMO LE LOTTE

Assemblea pubblica
Sabato 23 ottobre

Dalle 18 – Spazio Sociale La Boje
Via Trieste, 10 – Mantova

parteciperanno:

Mirko Rauso ( coordinamento docenti precari)
Enrico Lancerotto ( Atenei in Rivolta)
Alessandro Pagano ( segretario Fiom Mantova)
Imdadul Chowdkury (coordinamento migranti Suzzara)
Michele Paccini ( collettivo studentesco ‘Aca Toro)
Emanuele Bellintani (comitato acqua pubblica – Mantova)
Roberto Firenze ( esecutivo nazionale Sinistra Critica)

A seguire aperi-buffet di autofinanziamento

Sinistra Critica Mantova

Nel nostro paese si sta producendo la più violenta aggressione padronale ai diritti, alle conquiste, alle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori dal dopoguerra ad oggi: blocco della contrattazione ad ogni livello per i dipendenti pubblici, disdetta del contratto collettivo di lavoro dei metalmeccanici, drastico innalzamento dell’età pensionabile, massiccio
licenziamento dei precari (a partire da quelli della scuola, dell’università e della ricerca), ricatto occupazionale per ottenere la deroga a diritti contrattualmente e perfino costituzionalmente garantiti, smantellamento del diritto del lavoro attraverso l’introduzione dell’arbitrato, prossima abrogazione dello statuto dei diritti dei lavoratori da sostituire con uno statuto dei lavori.
Nel frattempo, all’ombra della crisi economica, si allarga l’impoverimento di vastissimi strati di lavoratori e la disoccupazione, in particolare dei giovani e nel mezzogiorno. Dilagano la precarietà e il lavoro nero che spogliano di diritti fondamentali fasce crescenti di lavoratori, privandoli, in primo luogo, del diritto di unirsi e di lottare. Si sfascia lo stato sociale, il servizio sanitario, la scuola pubblica al fine di sostenere i profitti e permettere lo sviluppo dei servizi privati.
Per non parlare delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori migranti, che, oltre a subire in modo ancora più pesante questa offensiva, vengono additati perfino da esponenti governativi come responsabili di tutti i mali e vengono sottoposti a sistematiche vessazioni per indurli ad accettare qualunque condizione di lavoro. Sul piano politico il governo accentua la sua vocazione autoritaria, pianificando una complessiva controriforma costituzionale.
Questa aggressione viene accompagnata da una vasta campagna sulla necessità di archiviare definitivamente la lotta di classe riservando ai soli padroni il monopolio della affermazione dei propri interessi. Proprio nel momento della massima crisi del capitalismo i lavoratori e le lavoratrici si vedono costretti a chinare la testa e a rassegnarsi a un futuro senza speranza.
Berlusconi e Marchionne sono le facce di una medesima medaglia, quella della prevaricazione dei diritti sociali e democratici e dell’assalto alle condizioni di vita delle masse in nome del mercato e dei profitti.
Ecco perché riteniamo che la giornata di lotta indetta dai metalmeccanici Fiom per il 16 ottobre vada inteso come un primo punto di convergenza dei movimenti e delle lotte in corso, per invertire la tendenza alla rassegnazione e alla frammentazione, per ricreare una rete di relazioni politiche e sociali.