Già un mese fa mantovani contro il TAV, seguito dell’ appello nazionale dei valsusini, sono scesi nelle strade cittadine per informare sull’inutilità dell’opera sulla militarizzazione della Valsusa.

L’11 aprile, verrà resa legale l’occupazione dei terreni, che lo Stato italiano ha operato attraverso 2000 agenti di polizia che da luglio stanziano nella Valle.

Dopo questa formalità, general contractor formati dai grandi nomi dell’ imprenditoria italiana, potranno iniziare dei lavori che probabilmente non avranno mai fine.

Mentre molti governi europei dichiarano l’ insostenibilità della tratta, cancellando di fatto la Lisbona-Kiev, il governo Monti, maschera con lafermezza”  la continuità del modello grandiopere.

Attraverso le mega costruzioni infattinegli ultimi 30 anni, sono state sostituite le bustarelle di tangentopoli, canale di passaggio di denaro pubblico in mani private, con sistemi di appalti che hanno gonfiato un debito pubblico che ora dobbiamo pagare noi.

Ci dicono ogni giorno che dobbiamo fare sacrifici, eppure se consideriamo che il TAV ha lo straordinario costo di 1200 euro al centimetropossiamo fare un paio di conti:

6 cm di TAV = 1 anno di pensione minima

3 metri di TAV = 4 sezioni di scuola materna

500 metri di TAV = 1 ospedale da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie

1 km di TAV = 1 anno di tasse universitarie per 250mila studenti

1 km di TAV = 55 nuovi treni pendolari

1 km di TAV = messa a norma di 500 case popolari

In un paese in cui tutto viaggia a lenta velocità, dove le tratte dei pendolari accumulano enormi ritardi giornalieri, ci vogliono convincere dell’indispensabilità di trafori e gallerie.

Che senso ha la giustizia, se in questa penisola ad alto tasso di illegalità, lo Stato ha occupato illegalmente i terreni dei valligiani con la forza dei manganelli, per costruire un’opera in cui si è infiltrata anche la mafia?

Come il movimento NO TAV ripete da anni, la lotta della Valsusa è diventata pardigmatica, estenderla, significa essere più forti di fronte: alla cementificazione che vediamo affacciandoci alla finestra; all’opera inquinante venduta come progresso; ai mille affanni giornalieri creati dal taglio dei servizi pubblici a cui dobbiamo supplire; alla perdita del posto del lavoro; alla ricerca di diritti.

Informa, informati e attivati, verso la manifestazione del 5 maggio a Trento contro il TAV del Brennero.

10 aprile ore 21.00

proiezione di “Fratelli di Tav” e assemblea pubblica

@ Spazio Sociale La Boje!

Strada Chiesanuova 10

perinfo: www.articolozero.org

http://informatimantova.wordpress.com/

facebook: mantovani con NO TAV