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“Mi sono chiesta qualche volta perchè non accontentarmi del privilegio di cittadinanza, avere quasi di sicuro una casa, qualche figlio, qualche modo di mettere la pagnotta a tavola. Ma quando scopri che la libertà e l’umanità sono un’altra cosa, quando ti accorgi che gli unici motori della politica e dei gruppi di potere sono il privilegio e il saccheggio, è troppo tardi per tornare indietro. Sei entrato in un altro mondo, che è dove sono io adesso.
In questo luogo non c’è spazio per coloro che misurano la propria misura morale su codici e leggi. Buttare in strada chi non paga l’affitto o in un lager chi non ha documenti, produrre scorie nucleari, salvare il capitale e distribuire miseria, militarizzare e devastare territori. Tutto a norma di legge, in democrazia.”

Iniziamo con le parole di Chiara, una de* 4 NoTav arrestat* nell’ inchiesta della procura torinese che accusa di terrorismo una delle tantissime azioni legittime di sabotaggio alla fortezza-cantiere TAV di Chiomonte.
Ora i 4 ragazz* si trovano in isolamento e non hanno alcun contatto con altr* detenut*; in più l’accanimento del binomio dei pm Rinaudo-Padalino non si è fermato qui, da diversi giorni gli hanno bloccato anche i colloqui con amici e familiari.
In Valsusa ed in questi momenti di “crisi” dove lo Stato si sente debole e attaccato risponde con accuse di terrorismo a chiunque si oppone alle loro decisioni.
Gli arresti del 9 Giugno servono ad avvisare tutt* gli oppositori.
In tal senso, la difesa dei compagni arrestati e indagati per “terrorismo” non è solo un atto di doverosa solidarietà, ma è la rivendicazione testarda della lotta e delle sue ragioni.
Sabato 22 febbraio il movimento NoTav ha lanciato una giornata di mobilitazione per tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente remunerato. Una giornata nazionale di lotta, territorio per territorio in difesa del diritto naturale e costituzionale di opporsi alle scelte governative che tengono solo conto degli interessi dei potenti, delle lobby, delle banche e delle mafie a danno della popolazione.
Una mobilitazione comune contro il delirante utilizzo delle leggi da parte della procura e della magistratura torinese e in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni e il proprio territorio.
Noi vogliamo riprenderci la possibilità di decisione sulle nostre vite e sui nostri territori, non lasceremo in pace chi ancora oggi porta avanti un “progresso” fatto di cemento e interessi di pochi a danno dell’intera comunità.
Il 22 febbraio e non solo saremo in piazza, per le strade ed ovunque sarà necessario a rivendicare il nostro diritto naturale a riprenderci la possibilità di decidere il nostro futuro!

Anche a Mantova il territorio e le risorse pubbliche sono minacciati da speculazioni e cementificazioni. Il polo industriale chiude e lascia immense aree da bonificare che minacciano il diritto alla salute con depositi di amianto o materiali chimici.
Gli spazi pubblici sono determinati unicamente dagli interessi privati, non solo per l’operazione di abbandono dell’ex palazzetto dello sport e l’intervento di Esselunga sulla viabilità, ma anche la desertificazione nei quartieri popolari. Nonostante tutto lo spreco edilizio agevolato dalle attività speculative, molte persone rimangono senza casa e documenti in una situazione di continua ricattabilità.

Come ti sentiresti se per protestare in difesa del territorio, della salute e dei beni comuni ti accusassero di terrorismo?

Spazio Sociale LaBoje!
dalla parte delle Montagne!

Chiara,Claudio,Nicco,Mattia liber*

PROPONIAMO A COLLETTIVI E ASSOCIAZIONI  DI MANTOVA E PROVINCIA UNA GIORNATA FATTA DI INIZIATIVE SPARSE E DIFFERENZIATE  PER LA CITTÁ CHE SI INCONTRINO POI IN UN LUOGO COMUNE. PRESTO MANDEREMO MAGGIORI INFO.